Editoriali

I controlli bancari. Perché difendersi?

agenzia-delle-entrate_vetro“Le indagini finanziarie anche dette “controlli bancari” sono una delle principali metodologie di accertamento e di verifica che l’Agenzia delle Entrate, e più in generale il Fisco, utilizza contro i professionisti.”

Questa frase, tratta da un articolo pubblicato sulla rivista di un sindacato di dentisti, è la sintesi dell’idea che molti cittadini italiani hanno del fisco: una forza maligna che vuole sottrarre il frutto del sudato lavoro e agisce “CONTRO” i professionisti per strappare loro quanto di più caro: il danaro.

È una concezione che suona inconcepibile in Paesi come la Germania, la Gran Bretagna, i Paesi Nordici ecc. Non meraviglia che molti vedano l’Europa come un fastidioso vincolo e l’euro come una disgrazia: in una Europa unita questi concetti non hanno cittadinanza, poiché a fronte degli enormi vantaggi rappresentati dalla libera circolazione di merci, persone, idee, dagli investimenti comuni a difesa del patrimonio culturale ed artistico, dai finanziamenti a giovani e donne e piccole imprese artigiane per progetti innovativi e creativi, dallo sviluppo di progetti comuni di ricerca e di crescita, vi è anche la penetrazione di idee “rivoluzionarie” e “inaccettabili” come quella che tutti i cittadini devono contribuire, a seconda delle loro possibilità, al bene comune.

In Italia, dove più dell’80% delle entrate del Fisco provengono da pensionati e dipendenti, suona normale che il libero professionista veda con odio qualunque metodo di accertamento delle capacità contributive. Se controllano i miei conti lavorano contro di me e io devo difendermi.

Da cosa? Se la mia azienda (studio dentistico, notarile, legale, la mia oreficeria, bar, ristorante ecc) ha sempre regolarmente fatturato quanto incassato, dove sta il problema? Certo, se non proprio tutto viene registrato, se i ragazzi che lavorano nella ristorazione sono sottopagati e in nero, se le nostre dipendenti sono in regola per 18-20 ore la settimana e tutto il resto in nero…certo che bisogna difendersi.

Ma questa situazione determina anche inaccettabili situazioni di concorrenza sleale, di insufficiente controllo del rischio di infezione crociata, di insopportabile sudditanza del lavoratore.

Quanta desolazione in questo modo di intendere il lavoro!

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