Clinica&Ricerca/Gli Studi

Soluzioni protesiche su impianti in pazienti con ridotta dimensione verticale nei settori posteriori

JPD-Cover-w-strokeLa riabilitazione protesica mediante impianti può rappresentare una valida soluzione in caso di elementi dentali molto compromessi e di prognosi incerta.

Un problema legato alla riabilitazione mediante impianto nei settori posteriori può essere rappresentato dalla mancanza di spazio intermascellare a seguito della perdita di dimensione verticale.

Questo problema non è legato all’inserimento dell’impianto in se stesso ma piuttosto alla successiva riabilitazione protesica a causa di uno spazio verticale non sufficiente per le dimensioni del moncone protesico e della corona sovrastante.

In una condizione simile possono esistere problemi a confezionare delle tradizionali corone in metallo-ceramica ove bisogna tenere conto dello spessore del metallo e di quello del rivestimento in ceramica.

Negli ultimi anni sono in uso corone in zirconia monolitica che oltre essere un materiale molto resistente (alto modulo elastico), con scarsa abrasività nei confronti degli elementi dentali antagonisti permette il confezionamento di corone in spessori molto sottili pur mantenendo alte proprietà di resistenza meccaniche e questa caratteristica rappresenta un’indicazione in tutte quelle situazioni cliniche ove ridotto è lo spazio intermascellare.

Una recente pubblicazione di Lan et al. ( J. Prosthet. Dent. 2015 ) considera, mediante una simulazione in laboratorio, quale può essere lo spessore occlusale minimo di una corona in zirconia monolitica su moncone implantare per resistere ad un elevato numero di sollecitazioni verticali e trasversali in grado di simulare le funzioni masticatorie.

Come noto, le simulazioni in laboratorio non sono rappresentative della situazione clinica e quindi le conclusioni dello studio in questione vanno interpretate con tutti i limiti dettati dell’evidenza scientifica.

Lo studio ha considerato corone in zirconia monolitica ( su moncone protesico implantare ) di spessore variabile da 0.4 mm a 0.8 mm e sottoposte ad una forza d’applicazione di carico meccanico simulato pari a 300 Newton per un elevato numero di cicli.

Le forze applicate sono state sia di tipo verticale sia obliquo con angolo di circa 10 gradi.

L’analisi delle fratture, in riferimento allo spessore della corona e del numero di cicli, mette in luce come esiste una correlazione significativa dal punto di vista statistico ( p<0,01 ) tra resistenza alla frattura della corona e spessore della stessa.

Uno spessore occlusale di 0.5 mm della corona in zirconia monolitica è insufficiente per resistere alle sollecitazioni cicliche simulate mentre uno spessore di 0.7 mm appare valido per confezionare corone in zirconia monolitica in grado di resistere alle sollecitazioni cicliche che simulano la masticazione.

Le conclusioni dello studio sono che lo spessore minimo occlusale delle corone in zirconia monolitica su moncone implantare deve essere di almeno 0.7 mm e gli autori consigliano uno spessore leggermente aumentato ( 0.8 mm ) per eventuali ritocchi occlusali in maniera tale da non scendere mai sotto la soglia dei 0.7 mm ed incorrere nel rischio di frattura del manufatto.

 

Lan TH., Liu PH., Chou MC., Lee HE.

“Fracture resistance of monolithic zirconia crowns with different occlusal thicknesses in implant prostheses”

J Prosthet Dent. 2015 Sep 24. pii: S0022-3913(15)00382-0. doi: 10.1016/j.prosdent.2015.06.021. [Epub ahead of print]

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