Norme

Il Decreto Legislativo 81/08 – Testo unico sulla Salute e Sicurezza del lavoro: la formazione dei rischi

stomatoloska-ordinacija-radica-fotografiranje-15Il Decreto Legislativo 81/08 (decreto n. 81 emanato nel 2008, ex 626), costituisce il cosiddetto “TESTO UNICO sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro” e raccoglie gli obblighi e le prescrizioni finalizzate alla tutela della salute dei Lavoratori.

Il campo di applicazione del Decreto è relativo a tutte le realtà ove ci sia almeno un lavoratore, inteso come “persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione….” (art. 2).

Uno dei punti fondamentali del Dlgs. 81/08 è incentrato sulla “formazione sui rischi”, attività obbligatoria per tutti i lavoratori ed eventuali dirigenti e preposti affinché:

  • i lavoratori e i preposti possano conoscere quali sono i rischi da “lavoro correlato” alla professione esercitata, in modo tale da evitarli o ridurli al minimo
  • i dirigenti vengano a conoscenza dei propri obblighi e responsabilità nel campo della Salute e Sicurezza dei Lavoratori.

In risposta a quanto previsto dal D.Lgs 81/2008, il 21 Dicembre 2011 è stato emanato un Accordo della Conferenza Stato Regioni che ha definito nel dettaglio le caratteristiche, i contenuti e la durata minima dei percorsi formativi.

Sulla base di tale Accordo, il percorso formativo dei lavoratori deve essere articolato in due fasi: la formazione generale e quella specifica. I contenuti della formazione generale sono relativi agli obblighi e responsabilità di tutti i soggetti aziendali, agli organi di controllo e vigilanza, all’assicurazione obbligatoria, ai concetti di rischio, danno, pericolo, prevenzione e protezione. La durata minima del percorso formativo è stabilita in almeno 4 ore a prescindere dall’attività lavorativa svolta.

La formazione specifica è invece inerente i rischi connessi all’attività svolta e le misure di prevenzione e protezione specifiche in riferimento all’ambiente di lavoro. L’Accordo Stato Regioni suddivide pertanto tuttele realtà lavorative in base al codice ATECO catalogandole in:

  • Luoghi di lavoro a rischio basso
  • Luoghi di lavoro a rischio medio
  • Luoghi di lavoro a rischio alto.

Per ogni livello di rischio è quindi associato un numero minimo di ore di formazione, pari a 4 ore per il rischio basso, 8 per il rischio medio e 12 per il rischio alto. Da parte delle associazioni di categoria dei datori di lavoro del settore odontoiatrico, ci furono molte resistenze alla formazione obbligatoria, in quanto doveva essere espletata durante le ore di lavoro. Il dentista si sarebbe trovato senza assistente durante l’attività lavorativa e avrebbe dovuto anche provvedere al costo della formazione stessa.

Dopo vari tentativi di ricorso al Ministero della Salute, l’allora Ministro, On. Balduzzi, ribadì che lo studio odontoiatrico si collocava nell’area Sanitaria e quindi i dentisti avrebbero dovuto provvedere alla formazione dei propri dipendenti prevedendo almeno 4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica per rischio alto. I sindacati dei datori di lavoro, come ANDI e AIO, hanno proposto delle attività formative frontali (in aula) per i dipendenti dei loro iscritti, usufruendo dei Fondi Interprofessionali il cui accesso è stato possibile mediante EBIPRO – Ente Bilaterale dei Professionisti.

Anche SIASO, (Sindacato Italiano Assistenti di Studio Odontoiatrico) attraverso EBILGEN l’Ente Bilaterale GENerale, ha proposto e provveduto a formare i molti lavoratori con corsi a distanza. L’art. 5bis dell’Accordo Stato Regioni, prevede infatti che, se in una realtà lavorativa il Legale Rappresentante si accorda con il RLS, si può provvedere alla formazione in modalità e-learning, cioè a distanza. La notizia della formazione obbligatoria per tutti i lavoratori è stata divulgata attraverso i media. Ne hanno parlato le associazioni di categoria dei lavoratori e dei datori di lavoro, ne hanno parlato i telegiornali, i quotidiani e nonostante tutto questo rumore…purtroppo ancora molti dipendenti non sono stati informati sulrischio che li riguarda.

Si legge su alcuni gruppi di ASO di social network:

* “non sapevo che dovevo fare la formazione per il rischio….quale legge ha detto che è?”

E ancora,

  • “deve essere una legge regionale, nella mia regione non c’è nessun obbligo”,
  • e così via fino ai commenti più surreali come:
  • “anche se aspetto un bambino, se me la sento, continuerò ad assistere il mio odontoiatra alla

poltrona fino all’ottavo mese”, o “no, il mio datore di lavoro ha detto che non posso cambiare mansione, devo restare in assistenza anche se sono al 6° mese di gestazione”

oppure

“no, nel nostro studio non c’è il RLS”, o “adesso che mi ci fa pensare il RLS deve essere il dottore, o la moglie del dottore”……

E’ evidente che anche se sono passati 7 anni dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 81/08, il livello di disinformazione è ancora molto alto. I dentisti e i loro lavoratori devono sapere che:

– E’ obbligatorio formare i propri lavoratori secondo il livello di rischio. Formazione che deve essere erogata nel rispetto di quanto previsto dall’Accordo Stato Regioni del 21/12/2011

– Il Decreto Legislativo 81/08 (ex 626) non è un decreto regionale, è invece una legge dello Stato Italiano che deve essere osservata in tutto il Paese.

– Anche se una lavoratrice in gravidanza “si sente” di continuare ad assistere il proprio dentista, deve farsi cambiare di mansione in modo tale di evitare il rischio biologico.

– Anche se il dentista “vieta” il cambio di mansione, non è lui che decide ma la legge della Repubblica Italiana. Se il dipendente si trova in difficoltà, è sufficiente che richieda una visita al medico del lavoro che penserà ad ufficializzare una maternità anticipata per lavoro a rischio.

– In OGNI realtà lavorativa, sia questa un negozio di abbigliamento con almeno un lavoratore, sia questa uno Studio Dentistico con almeno un lavoratore, è auspicabile che venga eletto un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

– Ovviamente il RLS NON PUO’ ESSERE il datore di lavoro o un dirigente. Deve obbligatoriamente essere un lavoratore dell’azienda.

– Il Documento di Valutazione dei Rischi, punto di partenza per la progettazione di un adeguato percorso formativi, deve essere redatto dal Datore di Lavoro dello Studio Dentistico, controfirmato dal RLS , dal Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e dal Medico Competente e aggiornato ogni anno, qualora cambino o si aggiungano tecnologie, sostanze per le terapie, ecc.

– La non osservanza del Decreto Legislativo 81/08 comporta sanzioni civili, penali e amministrative fino alla sospensione dell’attività.

Vuoi saperne di più? Segna in agenda:

Venerdi 27 Maggio e Sabato 28 Maggio in Via dei Lavoratori a Buccinasco (MI) presso la Henry Shein Krugg, il dott. Giulio C. Leghissa, il prof. Giuseppe Eulisse, l’Ing. Iury Zucchi e l’ASO Fulvia Magenga vi parleranno del Decreto Legislativo 81/08 e della sua osservanza negli studi odontoiatrici.

Per contatti relativi all’evento, rivolgersi al Cenacolo Odontostomatologico Milanese,

tel. 02.29412295

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