Clinica&Ricerca

L’affidabilità degli impianti corti

ROMEOLa questione che vogliamo affrontare in questo lavoro si riferisce ai casi in cui il sito ricevente, nel quale intendiamo posizionare uno o più impianti, non è di dimensioni adeguate per spessore e/o per altezza.
In questi casi, è possibile considerare l’utilizzo di impianti di dimensioni ridotte?
Gli impianti di lunghezza ridotta o short implants prevedono una procedura di chirurgia implantare standard ma che necessita massima precisione e consentono di:
intervenire con una invasività minima
ridurre i tempi della riabilitazione
avere costi standard di riabilitazione implantare

Ma quanto corto può essere un impianto corto? 8mm, 7mm, 6mm?
Per rispondere a questa domanda è necessario analizzare i dati presenti nella letteratura scientifica. Ci sono lavori che considerano corti impianti inferiori o uguali a 10 mm (Hua Ling Sun et al. Failure rates of short (< 10 mm) dental implants and factors influencing their failure: a systematic review. JOMI 2011, 26:816-825), per altri gli impianti corti sono inferiori o uguali a 7 mm (Hagi D et al. A target review of study outcomes with short (<7 mm) endosseous dental implants placed in partially edentulous patients. J Periodontology 2004; 75:798-804) e per altri autori sono impianti di lunghezza 6 mm (Srinivasan M et al. Survival rates of short (6 mm) micro-rough surface implants: a review of literature and meta-analysis. COIR 25:539-545, 2014).

Una revisione sistematica che ha selezionato 35 articoli su 558 ha evidenziato le seguenti percentuali di fallimento con un follow-up medio di 5,9aa. Impianti di 6mm=4.1%, 7mm=5,9%, 7,5mm=0%, 8mm=2,5%, 8,5mm=3,2%, 9mm=0,6%, 10mm=6,5% (Hua Ling Sun et al. Failure rates of short (< 10 mm) dental implants and factors influencing their failure: a systematic review. JOMI 2011, 26:816-825).
Un’altra revisione sistematica che ha preso in considerazione 1354 articoli nel periodo 1992-2011, ha selezionato 33 lavori che evidenziavano per gli impianti corti percentuali di successo sovrapponibili a quelle degli impianti tradizionali (Atieh MA et al. Survival of short dental implants for treatment of posterior partial edentulism: a systematic review. JOMI 2012, 27:1323-13319.
Una terza revisione sistematica (Monje A et al. A systematic review on marginal bone loss around short dental implants (<10mm) for implant-supported fixed prostheses COIR25:1119-1124, 2014) ha confermato gli stessi risulatati selezionando 5 articoli su 785.
Riportiamo ora i risultati di una revisione della letteratura con metanalisi (Srinivasan M et al. Survival rates of short (6 mm) micro-rough surface implants: a review of literature and meta-analysis. COIR 25:539-545, 2014). Si sono analizzati 12 lavori su 842 e tutti hanno riportato valori cumulativi si sopravvivenza degli impianti a 1 anno, 2 anni, 3 anni, 4 anni, 5 anni, superiori al 90%.
Uno studio randomizzato controllato con follow up a 5 anni (Romeo et al. Six mm versus 10 mm long implants in the rehabilitation of posterior edentulous jaws: a 5-year follow-up of a randomized controlled trial Eur J Oral Implantol 2014; 7/4:1-11) ha ottenuto percentuali di successo sovrapponibili in seguito alla protesizzazione di impianti di 6 e 10 mm.

Uno studio clinico multicentrico prospettico randomizzato controllato con un follow up di 5 anni ha ottenuto una percentuali di successo pari a 86,7% per gli impianti corti e del 96,7% per gli impianti tradizionali (Rossi F et al. Use of short implants (6 mm in a single-tooth replacement: a 5 year follow-up prospective randomized controlled multi center clinical study. COIR 0:1-7, 2015).
Uno studio multicentrico randomizzato controllato ha confrontato un totale di 97 impianti corti di 6 mm e impianti di 11-15 mm posizionati in seguito al rialzo del seno mascellare. Dopo un anno dal completamento della protesi la percentuale di sopravvivenza era del 100% in entrambi i gruppi. Un dato interessante è stato che nel gruppo di pazienti in cui si sono utilizzati gli impianti corti c’è stato una riduzione del costo del trattamento, una riduzione della durata dell’intervento e una riduzione della morbidità postoperatoria (Thoma DS et al. Randomized controlled multicentre study comparing short dental implants (6 mm) versus longer dental implants (11-15 mm) in combination with sinus floor elevation procedures. Part 1: demographics and patient-reported outcomes at 1 year of loading J Clin Periodontology 2015, 42:72-80).

Riportiamo un altro studio clinico randomizzato controllato che ha confrontato impianti di 5 mm e impianti di 10 mm in seguito a procedure di espansione ossea e split crest. I risultati non hanno evidenziato differenze statisticamente significative tra i due gruppi in termini di sopravvivenza degli impianti e complicanze (Felice P et al. Bone augmentation versus 5 mm dental implants in posterior atrophic jaws. Four-month post-loading results from a randomized controlled clinical trial. Eur J Oral Implantol 2009; 2(4):267-281). Gli stessi risultati sono stat confermati da un altro studio randomizzato controllato con un follow up a 5 anni (Felice P et al. Short implants versus longer implants in vertically augmented postrior mandibles: a randomised controlled trial with 5-year after loading follow-up. Eur J Oral Implantol 2014; 7(4):359-369).

Un’analisi retrospectiva di 35 pazienti in cui erano stati posizionati 172 impianti ha evidenziato una sopravvivenza di impianti di 6 mm pari al 92,4% a 5 anni. (Gentile MA et al. Survival estimates and risk factors for failure with 6×5.7 mm implants. JOMI 2005).
Riportiamo ancora i risultati di uno studio randomizzato controllato con un anno di follow up. Sono stati posizionati 40 impianti corti e 40 impianti tradizionali (20 nella mandibola e 20 nel mascellare superiore, rispettivamente). Non si sono osservate differenze statisticamente significative in termini di sopravvivenza degli impianti, bensì nelle complicanze e nella perdita di osso attorno agli impianti (Pistilli R et al. Posterior atrophic jaws rehabilitated with prostheses supported by 5×5 mm implants with a novel nanostrictured calcium-incorporated titanium surface or by longer implants in augmented bone.One-year results from a randomized controlled trial. Eur J Oral Impalntol 2013; 6(4):343-357).

Un altro aspetto da tenere in considerazione parlando di impianti corti è rapporto corona clinica/radice, che modifica il carico masticatorio soprattutto in corrispondenza dei molari. (Sotto-Maior BS et al. Influence of crown-to-implant ratio, retention system, restorative material, and occlusal loading on stress concentrations in single short implants. JOMI 2012).
Concludendo prima di utilizzare impianti di dimensioni ridotta è necessario:
1) una corretta pianificazione del caso
2) tener conto del paziente (attenta valutazione del sito ricevente, aspettative, salute, costi)
3) tener conto del training dell’operatore
4) valutare il tipo di riabilitazione.

Alcuni consigli clinici:
Prima Visita:
Valutare la distanza interarcata.
Valutare le parafunzioni del paziente (bite notturno)
Piano di trattamento:
3. Aumentare il numero di impianti a supporto della protesi.
4. Compensare la lunghezza con il diametro e viceversa.
5. Utilizzare impianti a superfici performanti
Protesi:
6. Splintare insieme gli impianti.
7. Ridurre le superfici occlusali e la ripidità delle cuspidi.
8. Minimizzare le disclusioni di gruppo nei settori posteriori.

Eugenio Romeo
Professore Associato
di Malattie
Odontostomatologiche

ROMEO

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