Cultura

Elio e le Storie Tese: ultimo giro di giostra per Rocco

CARD-ep-1-620x388Venerdì 29 aprile è andato in scena al Forum di Assago il concerto definitivo degli Elio e le Storie Tese. Il “simpatico complessino” milanese, attivo dai primi anni 80, non è mai stato così popolare e lo dimostra il tutto esaurito di questa prima data di un tour che toccherà a breve le principali città italiane.

La storia è nota: questo gruppo di amici ha iniziato a suonare insieme fin dai tempi del liceo, inizialmente nel circuito underground e poi, macinando centinaia e centinaia di km in tutta Italia, per esibirsi in qualsiasi location disponibile, anche le più improbabili; ma questa frenetica attività live ha formato in modo incredibile questi musicisti. Dopo anni di dura gavetta quindi, nel 1990 arriva la pubblicazione del primo disco e da lì in avanti sarà  un’ascesa costante che li ha portati da band di culto per appassionati a una popolarità crescente, oggi anche presso il grande pubblico. Questo grazie a tre partecipazioni al Festival di Sanremo e alla partecipazione di Elio in TV come giudice di talent show.

Questi musicisti sono i migliori in circolazione, sia individualmente che come band; il genere musicale che suonano è molto vario: influenze dal meglio di tutto il classic rock, rivisitato con una originalità unica. I testi poi sono puro genio e umorismo non-sense. Tutte cose note per chi segue gli Elii da tanti anni. Ma in questa occasione particolare, è stato confezionato uno show a 360° con una durata super (oltre tre ore), schermi giganti per una fruizione ottimale anche al pubblico più lontano, ballerine sul palco oltre all’immancabile Mangoni (artista a sé, anche lui amico d’infanzia dai tempi dell’Einstein) nei suoi stravaganti travestimenti. Anche la qualità audio è perfetta, per essere in un palazzetto, grazie a un team di tecnici affiatatissimo che ha sulle spalle centinaia di live act.

Ma la vera notizia bomba di questi concerti è arrivata dopo circa due ore e cioè che saranno gli ultimi per uno dei membri fondatori della band: il tastierista Sergio Conforti in arte Rocco Tanica; in effetti Rocco/Sergio già da diversi anni era presente a intermittenza nei live della band. Addirittura nell’ultimo Sanremo non aveva suonato in concorso con il gruppo perché impegnato nella veste di inviato TV proprio al Festival. Dopo anni di incertezza quindi, Rocco è salito sul palco per suonare da par suo l’ultima mezz’ora abbondante di concerto, dichiarando però di lasciare definitivamente l’attività live e rimanendo una “Storia tesa” per tutto il resto (leggasi produzione/scrittura di dischi/canzoni).

Va detto infatti, senza nulla togliere agli altri membri del gruppo (la micidiale sezione ritmica Faso/Mayer e la chitarra virtuosa del Civas) che le due menti musicali storicamente sono state quelle di Elio e Rocco. Tanica ha semplicemente scelto di non esibirsi più dal vivo per motivi del tutto personali, legati anche a una forma di depressione che lo ha colpito negli ultimi anni. Decisione quindi sofferta, ma rispettata da tutti ovviamente.

Grande commozione e stupore fra il pubblico, ma anche fra gli stessi compagni d’avventura e musicisti sul palco, in particolare il chitarrista Davide “Cesareo” Civaschi e la brava cantante Paola Folli non hanno Saputo trattenere lacrime sincere. Quale miglior modo di salutare il proprio pubblico suonando per l’ultima volta i brani più significativi? Non a caso il primo pezzo suonato con Rocco alle tastiere è la formidabile “Plafone”, canzone di rara bellezza e massima difficoltà esecutiva. Ma per questi ragazzacci, ormai tutti ultra-cinquantenni, anche le cose più difficili diventano una passeggiata.

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