Cultura

Votiamo da 70 anni: l’anniversario del suffragio universale femminile

LAURA SPECCHIO 5Sono passati settant’anni.
Meno dell’aspettativa di vita media di una persona dei nostri giorni.
Eppure sembra passata un’epoca intera.
E’ difficile oggi immaginare una donna privata del diritto di voto.
Una discriminazione di tale portata sarebbe considerata inaccettabile.
Difficile oggi accettare l’idea di una donna relegata in una dimensione esclusivamente domestica, tenuta in stato di soggezione morale, economica e persino privata dei fondamentali diritti civili,
Questa distanza da un mondo in fondo non così lontano, questo cambiamento culturale è forse il segno più tangibile e significativo dell’anniversario che oggi si celebra.
L’eredità migliore che si potesse desiderare.
Il ruolo della donna nella società moderna, nel mondo del lavoro, nell’ambito economico e anche nell’ambito politico è un fatto ormai universalmente accettato e pacificamente riconosciuto.
Si sottolinea, a più riprese, il crescente impatto del ruolo femminile sullo sviluppo e sulla crescita di una nazione.
Vedere oggi una donna ai vertici di una istituzione pubblica, di una azienda, ministro o capo di governo o addirittura Presidente di una Nazione non stupisce più.
E dunque un grazie va a chi ha lottato e ha vinto le più importanti e significative battaglie per la parità di genere.
Un grazie a tutti coloro che hanno saputo tradurre queste conquiste in cambiamenti culturali; che le hanno rese patrimonio acquisito della nostra società.
Un grazie a chi ancora oggi ricorda e continua a lottare, mantenendo vivo e attivo l’ideale di parità che ha sempre ispirato quelle battaglie.
Questo il denominatore comune che ancora oggi unisce le donne che lottano per una sempre maggiore e più effettiva parità di genere in ogni ambito del vivere civile.
La disuguaglianza basata sul genere ha radici antiche e purtroppo è un fenomeno ancora oggi da contrastare e combattere.
Per questo motivo è importante celebrare le tappe della progressiva emancipazione della donna, soprattutto in un Paese come il nostro, per certi versi e su queste questioni, ancora arretrato.
La discriminazione di genere è un fenomeno trasversale, che, seppur in grado diverso e con una forte dipendenza da fattori di natura culturale, storica e religiosa, è ancora oggi riscontrabile nel tessuto sociale complessivo.
In Italia l’impianto normativo esistente garantisce una sostanziale parità giuridica per quanto riguarda l’esercizio dei diritti civili, l’accesso al lavoro e la non discriminazione della donna.
Di fatto la strada da percorrere appare purtroppo ancora lunga prima di arrivare a una concreta ed effettiva situazione di pari opportunità.
E ciò a partire dai luoghi di lavoro, ove le prospettive di carriera e qualificazione professionale, di formazione imprenditoriale, di parità di retribuzione, di superamento della compartimentazione per genere del mercato occupazionale, per arrivare alla politica dove in Italia è stato necessario adottare normative sulle cd. “quote rosa” per garantire adeguata rappresentanza femminile nelle istituzioni.
Il valore culturale della celebrazione del 70 anniversario del voto alle donne e degli enormi progressi fatti da allora dalla società nel suo complesso, non deve quindi farci abbassare la guardia.
La produzione normativa, la mera legislazione è stata infatti sinora insufficiente a garantire una concreta parità.
OccorLAURA SPECCHIO 5re pertanto proseguire su questo cammino e valorizzare senza tentennamenti i tantissimi talenti femminili, in ogni ambito del vivere sociale.
Tale cammino, oltre ad aumentare il potenziale competitivo e di crescita del Paese, consentirà di abbattere le residue barriere e di approdare finalmente verso un’effettiva parità di genere ove si possano trovare migliori equilibri tra donne e uomini nella suddivisione dei ruoli e delle responsabilità private e familiari, così come di quelle pubbliche.
Ancora grazie allora a tutte le donne e agli uomini che hanno segnato una tappa fondamentale in questo percorso. E che i sacrifici e gli sforzi del recente passato possano continuare a sostenerci nel cammino per rendere la nostra convivenza sociale sempre più aperta ed accessibile a tutti.

*Laura Specchio è candidata
al Consiglio comunale di Milano
nella lista del Pd

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