Vita di studio

Le professioni non mediche fanno un passetto avanti

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Licia Boldi, past president AIDI

Dopo un iter durato oltre due anni, è finalmente stato approvato all’unanimità in Commissione Sanità del Senato, il DDL Lorenzin che, tra l’altro, contiene importanti norme riguardanti la sperimentazione clinica e affronta l’annoso problema degli Ordini e delle Professioni Sanitarie regolamentate, ma non ordinate.

La legge istitutiva degli Ordini Professionali “noti” risaliva infatti al 1946 e si imponeva un ammodernamento così da rendere il sistema più aderente alle moderne esigenze, in particolare per quanto attiene all’interesse degli utenti.

Per quanto le Professioni Sanitarie regolamentate ma prive di ordine, devo dire che si pone finalmente fine ad una situazione anomala e si conclude un iter iniziato nel 1999 con l’approvazione della Legge 42 che, appunto, ha istituito le Professioni Sanitarie cosiddette “non mediche”

Per tanto tempo è stato detto che l’UE non voleva gli Ordini: niente di più falso perché anche in Europa, quando si parla di salute, bene/ iritto che è sancito dalla Costituzione, occorre garantire un livello di professionalità di alta qualità che non può prescindere, quindi, da un organo di tutela e garanzia quale appunto è l’Ordine (….magari da altre parti diversamente denominato)

Dental-Hygienist-Job-DescriptionCon l’approvazione della Legge 43/2006,( Relatrice al Senato la Senatrice Rossana Boldi e alla Camera Relatore l’On. Lucchese) derivante dall’unificazione di  4 Disegni di Legge “bipartisan”, presentati sin dal 2002, si pensava di aver raggiunto l’obiettivo in quanto veniva data delega al Governo affinché, entro 6 mesi, istituisse gli Ordini e gli Albi per le 22 professioni Sanitarie che ne erano prive.

Bene, passando attraverso varie vicissitudini, troppo lunghe qui da elencare, dal 2006 siamo arrivati al 2016…..10 anni!

E ora, esultiamo e pensiamo che l’obiettivo sia stato raggiunto?

Purtroppo il percorso è ancora molto lungo perché  il DDL deve essere calendarizzato al Senato, poi passerà alla Commissione Affari Sociali della Camera e, se licenziato positivamente, dovrà essere approvato dall’Aula della Camera. Ammesso che il testo non subisca modifiche, e non debba quindi essere rimandato al Senato, si dovrà definire un percorso con il MIUR e il Ministero Sanità in merito alla formazione, ai singoli profili professionali e quant’altro.

Se è quindi vero che da qualche parte bisogna pur cominciare, sono ovviamente soddisfatta dell’approvazione in Commissione ma, memore delle passate esperienze che, come Presidente AIDI  dal 2006 al 2015 (vicepresidente dal 2003 al 2006), ho vissuto in prima persona, sono ancora in stato di allerta ed esulterò quando ci sarà l’approvazione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Per quanto più specificamente riguarda le ricadute della Legge sulla figura professionale degli Igienisti Dentali , alcune le novità positive.

Innanzi tutto l’obbligo di iscrizione all’Albo che servirà finalmente a far chiarezza sui numeri: quanti sono gli Igienisti Dentali abilitati all’esercizio della professione e in attività?

La conoscenza esatta del numero di professionisti servirà infatti per poter efficacemente programmare i fabbisogni territoriali nelle Università e anche la necessità e distribuzione dei corsi di aggiornamento al fine dell’ottenimento dei crediti ECM obbligatori.

L’iscrizione all’albo, inoltre, consentirebbe di avere la certezza che chi “mette le mani in bocca del paziente” è legittimato a farlo e quindi potrebbe efficacemente essere  contrastato il dilagante abuso di professione.

Oltre a ciò sarà essenziale un chiarimento circa il complesso e articolato discorso  dell’applicazione del comma 566 volto a meglio definire le competenze professionali e al riconoscimento dell’importante ruolo autonomo dell’Igienista Dentale.

Infatti, pur rispettando l’indicazione dell’Odontoiatra e la sua titolarità della diagnosi, auspico che alla professione vengano riconosciuti  una dignità ed un ruolo nella prevenzione delle patologie orali e nella loro terapia che non sempre ora lo sono, sino ad arrivare, finalmente, all’inserimento obbligatorio dell’Igienista Dentale nelle strutture del SSN con sicuro beneficio per la salute dei pazienti e a costi sostenibili

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