Editoriali

Bravo Gatti, e brava S.I.d.P.

maxresdefault“Tutti i dentisti dovrebbero essere in grado di porre una diagnosi corretta…nei confronti della malattia parodontale esiste ancora un atteggiamento un po’ fatalistico, per cui spesso anche i dentisti depongono le armi e si arrendono. Obiettivo della S.I.d.P è anche quello di trasmettere fiducia, ai dentisti e ai pazienti. La parodontite si può e si deve curare”.

Con queste parole di Claudio Gatti la Società Italiana di Parodontologia inizia un lungo percorso di informazione nei confronti della professione e della società civile. Troppi cittadini e troppi odontoiatri non si preoccupano di affrontare in modo corretto, tempestivo, continuativo la terapia necessaria per sconfiggere la parodontite, ma in questo modo si condannano a morte i denti del paziente con tutte le drammatiche conseguenze che ciò comporta.

Troppe persone credono che, di fronte alle gengive sanguinanti, all’alito cattivo, ai denti che si mobilizzano, sia sufficiente utilizzare prodotti del commercio pubblicizzati dalle aziende come miracolosi. E invece questa malattia si cura con una continua, attenta, scientifica attività di igiene professionale e domiciliare. Ci vuole tempo, tempo, tempo, tempo. Ci vuole pazienza, pazienza, pazienza, pazienza. E ci vuole comunicazione, approfittando anche degli strumenti che oggi la tecnica ci mette a disposizione, come la videocamera intraorale. per mostrare al paziente la realtà della sua bocca. Non servono strumenti sofisticati, sfere di cristallo, laser e unguenti miracolosi. Ecco perché la cura è così difficile: perché è così semplice, così economica ma così permanente.

Il punto sta nel portare il paziente ad una alleanza terapeutica con lo studio dentistico e trasformare la sua figura di paziente in figura di consapevole collaboratore. Il succo della ignoranza si riassume nell’idea che sarebbe bello trovare su internet i dentisti specializzati in parodontologia. Se uno non conosce la parodontologia, non è un dentista. L’odontoiatra può non conoscere l’ortodonzia, la chirurgia, l’endodonzia, ecc. Può collaborare con un collega che affronti i trattamenti in queste branche, ma non può non conoscere la parodontologia perché la parodontologia è la base della prevenzione delle malattie dento-gengivali.

Se non si conosce la parodontologia, non si conosce la prevenzione.

Per dirla semplicemente: ma dove vai se la prevenzione non la fai?

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