Starbene

Un amore limpido per la vita di coppia

Schermata 2016-07-29 alle 16.30.13Siamo sicuri di sapere veramente cos’è l’amore? Siamo sicuri che le nostre prime esperienze ci abbiano fatto capire qualcosa? Siamo sicuri che aforismi e canzonette, poesie e serial tv, e soprattutto quello che abbiamo imparato da bambini e da ragazzi nelle nostre famiglie d’origine ci abbiano insegnato ad amare?

A vedere i guai che si riescono a combinare anche da adulti sembrerebbe proprio di no.

Facciamo sempre gli stessi errori, ci incaponiamo quando sarebbe meglio lasciar perdere oppure ci mandiamo a quel paese alla prima incomprensione, ci immalinconiamo nella ripetitività delle relazioni dopo pochi anni, ma crediamo nell’amore a prima vista, ci sembra di toccare il cielo con un dito quando incontriamo l’anima gemella e ci crolla il mondo addosso quando veniamo, sempre sorprendentemente s’intende, lasciati. E poi quante incredibili rivelazioni scopriamo nel partner dopo solo qualche mese di convivenza! Insomma se ne vedono di tutti i colori.

In realtà viviamo seguendo dei luoghi comuni durissimi a morire e culture antiche che indefessamente sopravvivono perfino ai più evidenti cambiamenti della società e all’evoluzione inarrestabile dei ruoli maschili e femminili.

Siamo pur sempre dei principianti che dopo un paio di amorazzi giovanili si credono già dei grandi esperti. E passi quando siamo ancora ragazzi e, come si dice, prevalgono tempeste ormonali e spirito d’avventura, ma quando poi le cose si dovrebbero fare serie e le relazioni durature ecco che i danni cominciano a farsi pesanti e le conseguenze spesso pervasive di tutta la vita.

Insomma ci vorrebbe qualche istruzione per l’uso un po’ più aggiornata, più realistica e seria, magari anche basata su un approfondimento più scientifico di cos’è veramente l’amore.

E’ incredibile che nella nostra società ci si prepari con studi e apprendistati, con master e supervisioni di anni a qualsiasi lavoro mentre in amore prevalga una specie di licenza di sbagliare e danneggiare se stessi e gli altri (figli compresi, poi).

Ecco il libro che vi segnaliamo è nato per fare prevenzione, per dare conoscenza e strumenti per costruire legami affettivi duraturi e appaganti, per favorire una vita amorosa stimolante e in crescita continua. E’ un libro serio e leggero allo stesso tempo, non un manuale con i soliti consigli facili da dare e difficili da applicare, quanto un percorso di formazione e di informazione divertente e molto stimolante, ricco di testimonianze, di casi reali, di poesie e citazioni letterarie.

L’autore è uno psicoterapeuta che, con l’apporto della collega con cui da oltre trent’anni si prende cura delle coppie e dei singoli in crisi d’amore, ci prende per mano prima sfatando alcuni vieti luoghi comuni e poi introducendo le modalità relazionali più utili per costruire relazioni affettive felici e durature. Ecco qualche assaggio:

Perché e con quali principi gli esseri umani si accoppiano? Quali bisogni profondi soddisfano gli amori e perché le relazioni dovrebbero essere per forza durature?

Perché proviamo gioia e ci innamoriamo? E perché c’è la sofferenza e a cosa servono le emozioni?

Se l’amore non è un sentimento ma un comportamento quali sono allora i comportamenti amorevoli? Come si fa una buona manutenzione della coppia? Per assaporare e rendere veramente nutrienti le relazioni ci vogliono essenzialità, profondità, lentezza e leggerezza, ma sono capacità che ci possono apprendere?

Legami evidenti e legami inconsci, su quali basi ci si sceglie e quali sono più importanti? C’è una finalità comune a tutti i rapporti rilevanti: una conservativa (vado benissimo così) e una integrativa (sento che mi manca qualcosa e qualcuno), come si integrano?

Il dramma nelle coppie è spesso un problema di possessività, fra i bisogni di appartenenza e di autonomia che sembrano contrapposti, come se ne esce?

Il sesso è importante (sarebbe meglio dire in questi casi “fare l’amore”)? Deve essere frequente? Le crisi cosa sono, e come se ne esce?

E quando l’amore finisce definitivamente e la coppia si scioglie, che si può fare?

 

Ecco questo libro risponde a tutte queste domande sopperendo a quella mancanza di formazione a cui accennavamo, ma indica anche che la coppia amorosa e duratura è la grande occasione per ciascuno di noi di imparare veramente ad amare, non solo un partner (a prescindere dal genere ovviamente), ma anche i figli, i nipoti, gli amici, gli altri in genere, e poi la propria comunità e la vita stessa. Il matrimonio o la convivenza non sono, come pensano molti, un punto d’arrivo, bensì il punto di partenza per imparare ad amare sul serio, da persone adulte.

Conclude l’autore: Si tratta dunque, e non è impresa da poco, di invertire una tendenza che vede in tutto il mondo occidentale aumentare esponenzialmente la solitudine, il numero dei single che vivono per conto loro e le famiglie monogenitoriali.

Si tratta di ricuperare una socialità anche materiale e un senso di comunità che ci radichi e aiuti a creare legami plurimi e differenziati che, come dicevamo, sono l’unico antidoto efficace contro l’insicurezza, la vulnerabilità, l’incertezza e la provvisorietà della nostra stessa condizione umana.”

Non dobbiamo dimenticare mai che è la mancanza di qualità nelle relazioni a indurre sempre di più la ricerca della quantità e che la sostituzione dei bisogni primari con beni materiali inessenziali, oltre che a drogarci, a farci ingrassare e assuefarci al lusso, ci abitua anche drammaticamente alla solitudine, il nemico più infido e pericoloso per gli esseri umani.

 

In conclusione, per dare anche un’idea della levità del testo, ecco una delle poesie citate:

 

l signore della poltrona

 

Poiché pur sentendoci bene volevano sentirci ancora meglio, stavano sempre vicini vicini

per facilitare le orecchie. Per esempio non stavano seduti su due poltrone, bensì su una.

Lì parlavano fitto fitto, a lungo capendosi alla perfezione.

Ma non stavano un po’ scomodi su una poltrona sola?

No, essendo un signore e una signora di forme complementari, lì stavano perfettamente,

come due contigui puzzles.

 

Vivian Lamarque: “Poesie 1972 – 2002”

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