Editoriali

Il dentista opera in cucina

125530250Davvero da non credere. A Torino (ripeto a Torino!) un dentista, in possesso della laurea in medicina e chirurgia, per “fare la carità” (testuali parole) a una famiglia di marocchini procede a circoncidere il loro figlio di tre anni. Ma sia chiaro: mica nello studio dentistico dove l’odore di disinfettanti e il colore dei camici avrebbe potuto spaventare il bambino, no, nella cucina di casa sul tavolo.

Se non fosse l’apice della vergogna ci sarebbe da ridere, ma non si può ridere perché il bambino ha avuto un’importante infezione e ha dovuto essere ricoverato in ospedale. 200€ in nero, dice la mamma del piccolo. “No, avrei poi in seguito fatto fattura” dice il dentista.

A completare il quadro del Belpaese ci pensa il dott D’Agostino, presidente dell’albo degli odontoiatri di Torino che dichiara: “Non appena riceveremo la documentazione ufficiale convocheremo l’iscritto per chiarimenti e valuteremo con il presidente dell’Ordine le azioni da intraprendere… Da quanto sappiamo, l’iscritto esercita l’odontoiatria ma è anche iscritto all’albo dei medici e quindi era legalmente legittimato a praticare l’intervento, ma non ovviamente nelle condizioni che abbiamo letto sui quotidiani.”

Secondo me, se un medico pratica un intervento, senza la necessità inderogabile determinata dal trauma, dalla condizione d’emergenza ecc., senza rispettare le più elementari norme di asepsi e igiene a protezione del paziente, a maggior ragione se si tratta di un bambino, intanto si prendono dei provvedimenti cautelativi e poi si attende che la giustizia faccia il suo corso. Ma possibile che non si senta il dovere inderogabile e profondo di proteggere il cittadino da situazioni inaccettabili facendo capire che certi comportamenti vengono immediatamente sanzionati?

Inoltre, proprio a essere pignoli, quando si riceve un compenso “per contanti”, o comunque percepito, deve essere immediatamente fatturato. Quando pensava, il dentista, di emettere pezza giustificativa dell’incasso? ”all’atto del ricevimento” dice la legge, non dopo un giorno, un mese, un anno. E, soprattutto, dovendo emettere una ricevuta sanitaria dettagliata, perché così è previsto dalla legge, cosa scriveva?: “per circoncisione sul tavolo della cucina, mentre si cucinava il couscous?”

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