Norme/Tasse

La rottamazione delle cartelle

schermata-2017-01-17-alle-11-08-17Tra le misure contenute nella Legge di Stabilità 2017, che si accinge ad ultimare il suo iter parlamentare nei prossimi giorni, sono previste alcune novità in materia di riscossione. La più acclamata è sicuramente la soppressione di Equitalia a partire dal 1 luglio 2017 con l’affidamento dell’attività di riscossione all’Agenzia delle Entrate. Ma senza dubbio, risulta la più interessante l’opportunità di definizione agevolata delle somme iscritte a ruolo, la cosiddetta rottamazione delle cartelle. La rottamazione si sostanzia nella cancellazione delle sanzioni e degli interessi di mora, che mediamente incidono per un 30% sull’importo del tributo dovuto. Possono essere oggetto di tale definizione agevolata le somme iscritte a ruolo, ovvero le somme che ricadono nel lasso temporale che va dal 2000 al 2015 per le quali l’Ente impositore si è rivolto ad Equitalia per procede alla riscossione mediante notifica di una cartella di pagamento. Le somme possono riferirsi ad imposte come IRPEF, IRES, IRAP, IVA per citare quelle più note, ai contributi previdenziali, ai contributi INAIL o a tributi locali, quali IMU e TASI. Occorre presentare entro il 31 marzo 2017 un’istanza di adesione all’Agenzia delle Entrate, la quale entro luglio dello stesso anno si riserverà di comunicare al soggetto interessato l’ammontare complessivo delle somme dovute, che possono essere versate in un’unica soluzione oppure in un massimo di 5 rate (maggiorate ovviamente degli interessi del 4,5% su base annua). L’Agenzia provvederà inoltre ad inviare i bollettini per il pagamento, che non potrà quindi essere perfezionato tramite modello F24. Molto stringente è il termine di pagamento delle rate che prevede il versamento delle prime tre entro il 15.12.2017, la quarta e la quinta entro il 15.09.2018. Proprio in considerazione del fatto che negli ultimi anni si è rilevato un incremento notevole delle rateazioni richieste da parte dei contribuenti in difetto con i pagamenti, tale agevolazione non risulta particolarmente favorevole per quei soggetti che si trovano in carenza di liquidità e che devono versare rilevanti somme. Se da un lato viene abbattuto l’importo dovuto, togliendo per l’appunto sanzioni e interessi di mora, dall’altro si rinuncia alla pregressa possibilità di rateizzare fino ad un massimo di 72 rate. È indubbio che tale provvedimento sia dettato da un’esigenza di gettito immediato, ma se non dovesse passare l’emendamento presentato da alcuni deputati per allungare almeno a 3 anni il periodo di rateazione, la rottamazione rischia di essere un flop.

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