Sindacato/Vita di studio

Quattro cose da sapere sulle Aso riconosciute

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Da sinistra: Fulvia Magenga (Segretario nazionale Siaso), Ivana D’Addario (Vice segretario nazionale Siaso) e Silvia Alessandra Terzo (Vice segretario nazionale Siaso)

Mai regalo è stato più appropriato, arrivato per il decennale del Sindacato SIASO: finalmente le Istituzioni garantiranno ai cittadini che hanno necessità di trattamenti odontoiatrici, delle prestazioni e standard professionali a dei livelli che si attendevano da anni, questo perché la figura dell’Assistente di Studio Odontoiatrico (ASO) è giunta solo ora al riconoscimento, sono stati definite le competenze, l’attività e la formazione.

Si è giunti a questa individuazione anche in considerazione del delicato lavoro che l’ASO svolge e che fino ad ora era lasciato a fantasiosi protocolli, nozioni approssimative, indicazioni sommarie o inesistenti, scarsissimo senso di responsabilità di datori di lavoro e degli stessi ASO.

Il 17 giugno 2017 a Milano, nella sala stampa di Palazzo Pirelli, SIASO ha incontrato con le Istituzioni, i propri tesserati proprio per spiegare articolo dopo articolo la proposta di accordo tra il Ministero della Salute, Regioni e Provincie autonome di Trento e Bolzano.

Queste sono le principali domande che SIASO ha raccolto dagli ASO in forza lavoro e da una parte di personale che si appresta a svolgere questo lavoro.

  • Alla firma dell’accordo, come posso continuare a svolgere le mie mansioni? Devo per forza certificarmi per poter lavorare anche se ho tanti anni di lavoro alle spalle?
  • Non sono italiano ma vorrei fare questo lavoro, posso accedere al percorso formativo?
  • Potrò lavorare anch’io con partita Iva come libero professionista?
  • Perché la scuola per ASO non diventa un diritto come le scuole secondarie di secondo grado?

1- Siaso da sempre si è preoccupato del futuro di quegli ASO che hanno un’anzianità di servizio importante, senza diploma di scuola secondaria e senza certificazione, ha puntato molto sull’esenzione del corso di qualifica proprio per questa tipologia di lavoratore. L’accordo prevede, all’art.11, che i dipendenti che si trovano in costanza di lavoro inquadrati come ASO, possono far documentare la propria attività lavorativa (che non deve essere inferiore ai 36 mesi anche non consecutivi e svolta nei 5 anni precedenti l’entrata in vigore dell’accordo).

È già predisposta una dichiarazione sostitutiva di certificazione direttamente dal Ministero della Salute e che il datore di lavoro dovrà semplicemente compilare. La Regione di competenza dove l’ASO svolge il suo lavoro dovrà successivamente rilasciare l’attestazione.

Nella maggioranza dei casi, l’ASO è inquadrato con il CCNL degli studi professionali, spesso succede che nel cedolino paga alla voce <<qualifica>> ci sia scritto: impiegato – impiegato/assistente- assistente alla poltrona – operatore sanitario – operatore dentistico – assistente del dentista….

Raramente invece troviamo la dicitura corretta che è ASO, assistente studio odontoiatrico(già legge 1 febbraio 2006 n°43).

Quindi per tutti i colleghi preoccupati della dicitura nel cedolino paga, mi sento di rassicurarli confermando che fa fede ciò che c’è scritto nella lettera di assunzione e che fa parte degli obblighi di informazione dove si descrive la caratteristica ed il lavoro quotidiano dell’ASO ed il suo mansionario(D.Lgs 152/97,art.1,lettera f), questa informazione non è facoltativa, il datore di lavoro deve fornirla al lavoratore al momento dell’assunzione deve contenere il luogo di lavoro, la data di inizio del rapporto di lavoro, la durata del rapporto, l’inquadramento, il livello ecc…

Non sarà un attestato di qualifica ma una attestazione che lo sostituisce e che sarà comunque valida su tutto il territorio nazionale.

Molto importante invece è l’aggiornamento obbligatorio, sia per chi ha conseguito l’attestato di qualifica che per i dipendenti che hanno l’attestazione sostitutiva, la formazione continua sarà di 10 ore obbligatorie annuali (art.2).

2- L’articolo 6 parla chiaramente dei requisiti di accesso ai corsi <<I cittadini stranieri devono dimostrare di possedere una buona conoscenza della lingua italiana, orale e scritta>>.

Questo è fondamentale ed essenziale per poter comprendere e partecipare attivamente al corso formativo.

Mi collego a questa domanda anche per specificare che grazie al riconoscimento del percorso formativo ASO e alla certificazione delle competenze, finalmente anche questa tipologia di lavoratore potrà svolgere la sua mansione nella Comunità Europea, anche per l’ASO si potrà parlare di “libera circolazione dei lavoratori”.

3- In molti anni di attività sindacale, ho visto “non contratti di lavoro davvero affascinanti e innovativi”.

L’art. 4 specifica che l’ASO non potrà mai lavorare con partita iva, non potrà avere un contratto a chiamata, ma dovrà lavorare solo ed unicamente in regime di dipendenza in collaborazione con l’equipe odontoiatrica sempre attenendosi alle disposizioni dei professionisti sanitari; di fatto l’assunzione di questo lavoratore è già normata, evidentemente si è resa necessaria ulteriore chiarezza in merito, sempre nel caso qualche datore di lavoro non avesse chiara la posizione.

4- Il sistema scolastico in Italia è di 2 tipi: formazione professionale e istruzione scolastica. L’art.6 dell’accorso prevede per l’ASO un percorso professionale, per questo i corsi non saranno a carico della finanza pubblica (art.15). Le Regioni sono demandate ad organizzare la formazione professionale, il riconoscimento del titolo sarà invece dello Stato. Non possiamo sapere come si evolverà questo tipo di formazione, chissà se tra qualche anno troveremo una scuola superiore che qualifichi gli ASO!.

Questa è la madre di tutte le battaglie che il Sindacato SIASO si appresta a portare a casa: dare finalmente dignità alla figura professionale ASO e riconoscerne il profilo sotto tutti gli aspetti.

La qualità del lavoro dell’odontoiatria nazionale non dipende solo da un bravo odontoiatra, da tecniche innovative e all’avanguardia o da ottimi materiali ma si evince da come un professionista si avvalga della presenza di collaboratori preparati, formati, responsabili.

Doverosi i ringraziamenti ad alcune persone che si sono avvicinate e hanno creduto in SIASO sposandone la causa: la Sen. Emilia Grazie De Biasi e il Dott. Carlo Borghetti per l’impegno assunto nei confronti di tutta la categoria ASO, non si sono preoccupati della visibilità di questo programma ma hanno compreso l’importanza di questa causa doverosissima, l’appoggio non è mai venuto meno in questo sforzo che non è un capriccio ma un diritto per una categoria che fa un preciso lavoro, importante per la rilevanza sanitaria nell’interesse dei cittadini-utenti-pazienti.

 

  • Silvia Alessandrea Terzo è vicesegretario nazionale Siaso

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