Cultura

Francesco Gabbani è bravo

2f51b05809a6f44d72eb2e4b71bdb670Francesco Gabbani è bravo, diciamolo subito. Non si vince Sanremo per caso, due anni consecutivi peraltro (è un record assoluto): nel 2016 fra i giovani con Amen e quest’anno fra i “big” con Occidentali’s Karma.

Abbiamo assistito a un suo concerto estivo nella caratteristica location neo-medioevale di Grazzano Visconti (PC).

Il pubblico presente è composto in larga parte da bambini e adolescenti ma siamo certi che per una volta i genitori hanno accompagnato volentieri i figli a questa vera e propria festa.

Il giovane cantautore apuano (è di Carrara) respira musica da sempre, essendo cresciuto nel negozio di strumenti musicali di famiglia. Dopo la formazione classica e i primi anni in cui ha fatto anche il fonico e il tecnico di palco (come un certo Lucio Battisti…), ha consolidato un percorso artistico molto coerente come cantante ma anche come autore per altri (es. Celentano) diventando oggi un vero e proprio idolo per i ragazzini e non solo.

I testi delle canzoni sono immediati ma mai banali, essenziali e comunicativi al 100%. Ne è prova il fatto che bambini di quattro anni li conoscono a memoria nonostante una certa ricercatezza nel linguaggio che ci ricorda il Battiato più pop. Potere della musica.

La struttura dei brani è quella classica delle canzoni da tre minuti: strofa, ritornello, ponte, ritornello (nota per gli addetti ai lavori, il ponte non è quello dentale!)

Vocalmente il ragazzo ha il timbro giusto, sufficientemente melodico (alla Ramazzotti) e più rock quando serve. Peraltro se la cava egregiamente con chitarra elettrica, pianoforte e batteria (ottimamente presidiata dal fratello e co-autore Filippo).

Il concerto inizia con il classico quarto d’ora di ritardo con Magellano, la canzone che dà il titolo all’ultimo album ma sul secondo brano l’impianto audio ha dei seri problemi e gentilmente l’artista chiede al pubblico di pazientare perché deve essere riavviato. Dopo alcuni minuti si riparte proprio con il tormentone estivo del momento Fra le Granite e le Granate (ci state bene…e-state), poi scorrono tutte le altre a questo punto senza più alcun problema fra cui l’immancabile Occidentali’s Karma (senza la scimmia) e la conclusiva Pachidermi e Pappagalli. In mezzo anche un mini set acustico in cui Gabbani si cimenta al pianoforte e voce, attingendo al suo repertorio passato e declamando anche alcuni versi di poesia. Esegue anche un omaggio a Jannacci (Vengo anch’io) che evidentemente è fra le influenze del nostro.

Insomma, un artista giovanissimo ma già completo musicalmente e molto empatico e positivo (cosa assai rara di questi tempi); siamo certi che resterà in sella per moltissimi anni ancora.

 

 

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