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Il posizionamento dell’impianto immediato post-estrattivo in una zona estetica: aprire il lembo o no?

AAEAAQAAAAAAAAd0AAAAJGQ5ZjYxYWM0LTZiYjQtNGJkMS1iNTI2LTg4OTc1Y2U4MTFhZQPer posizionare un impianto immediato post estrattivo in una zona estetica il chirurgo deve valutare la possibilità di inserire l’impianto senza aprire un lembo.

Già lavori precedenti (Hammerle CHF, Jung RE, Feloutzis A, A systematic review of the survival of implants in bone sites augmented with barrier membranes (guided bone regeneration) in partially edentulous patients. J Clin Periodontol 2002; 29(3):226-231; Esposito M, Grusovin MG, Maghaireh H, Coulthard P, Worthington HV. Interventions for replacing missing teeth: management of soft tissues for dental implants. Cochrane Database of Systemic Reviews 2007, Issue 3; “C. K. Mueller, M. Thorwarth,  S. Schultze-Mosgau,  “Histomorphometric and Whole-Genome Expression Analysis of Peri-implant Soft Tissue Healing: A Comparison of Flapless and Open Surgery”, JOMI vol. 26, nr 4 – 2011: 760-767) dimostravano  come il mantenimento del tessuto periodontale dell’area dell’estrazione e l’inserimento dell’impianto senza sconvolgimento della trama di tale tessuto, portasse a una guarigione più rapida e di grande livello estetico.

Un lavoro di Wang e colleghi, appena uscito su COIR paragona due gruppi di pazienti trattati; 20 con un intervento minimamente invasivo senza ribaltamento del lembo versus 20 interventi tradizionali con apertura del lembo per il posizionamento dei singoli impianti.

I ricercatori hanno studiato la posizione dell’impianto istallato, la guarigione del tessuto molle, il dolore post chirurgico, il risultato rispetto al tessuto molle, la perdita di osso marginale e la percentuale di sopravvivenza degli impianti.

I risultati dimostrano che: “in paragone con gli impianti trattati con il ribaltamento del lembo, i singoli impianti posizionati applicando la tecnica minimamente invasiva, mostrano una serie di vantaggi:

  • Miglioramento del confort del paziente e riduzione delle reazioni post implantari dei tessuti molli,
  • La percentuale di mucosa cheratinizzata si mostra stabile a due anni di distanza dal momento dell’intervento,
  • Tuttavia i due gruppi di pazienti dimostrano di avere raggiunto lo stesso livello di perdita di osso marginale e la stessa elevata percentuale di successo a un controllo a due anni di distanza.

Dunque, in tutti i casi selezionati nei quali è possibile procedere flapless, questa tecnica si dimostra superiore”.

F Wang, W Huang, Z Zhang, H Wang A Monje, Y Wu “Minimally invasive flapless vs. flapped approach for single implant placement: a 2-year randomize controlled clinical trial” COIR 28, 2017/757-764

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