Editoriali

La scienza non è democratica ma il somaro non lo sa

burioni3-300x223È appena uscito un libro che varrebbe la pena di leggere. Si intitola: “La congiura dei Somari” di Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano, in pubblicazione per Rizzoli (176 pagine , 17 €). Un libro che si presenta come un inno alla evidenza scientifica e uno schiaffo all’atteggiamento ignorante che contrappone allo studio, alla fatica, alla ricerca, all’impegno, le chiacchiere su Facebook senza alcuna base scientifica. La giornalista di “la Repubblica” Elena Dusi sul numero del giornale del 26 ottobre 2017, pubblica la sua intervista a Burioni, dalla quale prendiamo alcune frasi.

La scienza sembrerebbe piuttosto una tecnocrazia.
«La scienza è democratica perché non ammette scorciatoie. Bisogna studiare. Non contano il denaro o la posizione sociale. Servono rigore, metodo e dati validi. Poi, però, ci sono aspetti che non si discutono. Come dice Piero Angela, la velocità della luce non si decide per alzata di mano. E nemmeno la validità e l’utilità dei vaccini, aggiungo io»

Perché la scienza non è democratica?
«È uno slogan. Ero infastidito per le polemiche sui vaccini. Mi hanno messo a confronto con un mondo in cui la verità ha la stessa dignità della menzogna. Credo che un Paese non possa accettarlo, rischierebbe di trovarsi in situazioni pericolose».

Che tipo di pericoli?
«Il pericolo di perdere la conquista dei bambini che non muoiono più perché vengono vaccinati, perché esistono gli acquedotti e gli antibiotici. Questi risultati sono stati raggiunti grazie alla scienza e al suo metodo, che sarà imperfetto e come tutte le cose umane soffre di debolezze e fragilità, ma, come la democrazia, è il metodo migliore che abbiamo. E degli scienziati è giusto fidarsi».

Il web ha dato la parola a chi non ne avrebbe diritto?
«Io sono contro ogni censura o intervento dall’alto. “Però se qualcuno sostiene che due più due fa cinque o che, come suggeriva Bertrand Russell, esiste una teiera in orbita attorno al Sole, me lo deve dimostrare”.
Sono affermazioni importanti che cercano di riportare al centro del ragionamento dati e ricerche. Non è facile in un mondo nel quale sembra che contino solo le urla e gli insulti. Siamo bersagliati (e offesi) da trasmissioni televisive dove tutti urlano, si insultano, si parlano addosso senza mai entrare nel merito di un ragionamento, senza spiegare, senza capire. E’ questo il livello di dibattito che vogliamo? E’ questa la società democratica e colta che consegniamo alle nuove generazioni? Io credo proprio di no e credo che un libro come questo sia utile e importante.

 

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