Editoriali

Senza aggiornamento la laurea non basta

katsmith1Quale servizio il medico deve offrire quotidianamente al proprio paziente? La migliore cura disponibile, nel minor tempo possibile, tenendo nel dovuto conto le aspettative, le richieste e le necessità del paziente. Quelle che esprime ma anche, e soprattutto, quelle che NON esprime. Per farlo, la sola Laurea in Medicina non basta. E’ necessario un aggiornamento continuo basato sulle evidenze scientifiche ed eventualmente il confronto con specialisti di altre branche della medicina. E’ necessario saper fare diagnosi, possibilmente corretta, prima di impostare una terapia. E’ necessario dire al paziente solo ciò di cui si è certi e non ciò che si pensa. Altrimenti si rischia di dare al paziente informazioni incomplete, non adeguate alla soluzione del suo problema o addirittura sbagliate. E, se la cura è sbagliata, o se le spiegazioni non convincono, o non colgono le aspettative, il paziente va alla ricerca di altri specialisti e, dopo aver fatto il giro delle sette parrocchie, forse ne trova uno serio e capace. Ma, questo professionista preparato come fa ad essere credibile agli occhi del paziente? Come fa a spiegare che la cura migliore è diversa da quella proposta da altri o che la diagnosi ricevuta non è proprio esattamente quella corretta? Che si può considerare qualche altro aspetto ecc? Il rischio è che il lavoro serio e responsabile di alcuni venga messo in discussione dalla superficialità e/o colpevole ignoranza di altri. Per fare qualche esempio, ci sono medici che fanno sospendere la terapia anticoagulante o addirittura antiaggregante prima dell’estrazione di un dente quando le linee guida dicono chiaramente che né la terapia anticoagulante né, tanto meno quella antiaggregante vanno sospese per estrarre un dente. L’unica accortezza è controllare che, il giorno dell’intervento, il valore di INR sia compreso tra 2 e 3. Difficile per l’odontoiatra dire al paziente di non sospendere la terapia quando il cardiologo o il medico curante gli hanno detto di sospenderla. Ci sono medici che prescrivono in modo indiscriminato, e a volte inappropriato, farmaci per l’osteoporosi sottovalutando il rischio di osteonecrosi dei mascellari e, senza dare le giuste informazioni al paziente. Difficile per l’odontoiatra dire al paziente che prima di iniziare la terapia con bifosfonati era necessario sottoporsi a una visita odontoiatrica e che togliendo il dente si espone il paziente al rischio di sviluppare una patologia grave come l’osteonecrosi. Difficile fare bene il proprio lavoro, se si è in pochi a farlo.

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