Editoriali

Chi ha paura delle ASO?

Il nuovo gruppo dirigente ANDI si presenta con un intervento del nuovo responsabile sindacale dottor Corrado Bondi.

Se il buon giorno si vede dal mattino … aspettiamoci tempesta!

Esordisce così: “Non so se è il caso di dire che la nostra categoria si è trovata tra capo e collo la gestione del profilo delle ASO…”

Avrebbe potuto dire: “Finalmente il profilo ASO, avremo delle collaboratrici più preparate, più attente, più consapevoli ecc.” Invece no. Ci siamo trovati tra capo e collo da gestire… Tanto per cominciare a noi non tocca affatto di gestire, se mai di confrontarci, di verificare i nuovi rapporti ecc. Ma a gestire ci penseranno (per fortuna) le regioni e gli enti accreditati dalle regioni per la formazione professionale. E poi come tra capo e collo? Sono almeno trent’anni che se ne parla, che si fanno proposte ecc. e da almeno dieci anni si riuniscono commissioni, tavoli tecnici e quant’altro sempre con la partecipazione di ANDI che suggeriva, proponeva, sorvegliava ecc. Ma cosa faceva il dottor Bondi? Non se ne è mai accorto? Nessuno gli ha detto niente?

Ma le perle contenute nella dichiarazione sono altre:

“Sento molti colleghi che si lamentano per non poter più scegliere liberamente chi assumere – penso a familiari piuttosto che conoscenti -…” Ma che lavoro fanno questi colleghi? Perché se fanno gli odontoiatri hanno bisogno non di parenti o conoscenti, ma di personale qualificato che sappia gestire la linea di sterilità (per farlo bisogna avere nozioni di biologia, di fisica e di chimica oltre che ben conoscere il funzionamento delle macchine sterilizzatrici); che sappia interfacciarsi con i clienti (e bisogna conoscere elementi di psicologia comportamentale, di buona educazione e di normative, per esempio legge sulla privacy); che sappia fare fatture e gestire la movimentazione dei clienti e delle merci (bisogna avere nozioni sulle leggio che governano la fatturazione e le norme sui dispositivi medici ecc.); che sappia assistere l’odontoiatra durante il lavoro (bisogna avere nozioni di anatomia e di ergonomia); che sappia assistere l’odontoiatra in caso di emergenza cardio-respiratoria (bisogna avere conoscenze di BLSD); deve ben conoscere la legge 81/08 e sapere quali obblighi e quali norme vanno rispettati per la sicurezza in un ambiente di lavoro come il nostro che la legge considera “ad alto rischio”.

“… Altri ancora sono preoccupati del fatto che dovranno rinunciare alla collaborazione di uno o più dipendenti, che ancora non hanno maturato i requisiti per vedersi riconosciuto il profilo, per molte ore; oltre al fatto di dover far fronte, probabilmente, alle spese della formazione.” Questo è un capolavoro. Chi sa leggere dietro le righe può facilmente intendere: vedete, avete voluto il profilo? E adesso arriveranno i licenziamenti. Ma non è così. E’ davvero incredibile pensare che avendo una collaboratrice di valore non si pensi con entusiasmo al fatto che, finalmente, andrà a scuola a imparare tutte quelle cose che noi non abbiamo mai avuto tempo e voglia di insegnare (ammesso che ne fossimo capaci). Tutte le assistenti del mio studio hanno la certificazione di competenze (prevista da un Decreto della Regione Lombardia del Giugno 2007) conseguita dopo mille ore di formazione già nel 2009-2010. Sono stati soldi spesi bene non solo per le effettive conoscenze acquisite, ma anche per la differente consapevolezza del ruolo e dell’importanza del loro lavoro.

“Infine qualcuno sostiene che questa nuova categoria si organizzerà sindacalmente e porrà in essere vertenze di carattere economico e, col tempo, avanzerà richieste di “emancipazione”. Faccio miei questi malumori…”Avete paura dei sindacati? E fate bene! Perché con i sindacati sarà più difficile inventarsi i pagamenti a “partita IVA” come se le ASO fossero liberi professionisti e non lavoratori subordinati. Sarà più difficile pagare in nero, perché la presa di coscienza porterà a maggiore sorveglianza. Sarà più difficile pagare 20 – 24 ore regolarmente e il resto … in nero. E tutto questo farà solo bene all’odontoiatria, perché tutte queste forme di sfruttamento si traducono in:

concorrenza sleale, perché chi rispetta le norme e paga tutto il dovuto è stufo di vedere il collega vicino che “fa pagare di meno le otturazioni” e fa bella figura con i clienti.

Accettazione di situazioni non giuste perché c’è bisogno di lavorare, ma senza soddisfazione, senza entusiasmo, senza autostima. E questa persona dovrebbe essere uno dei pilastri della nostra attività? Dovrebbe essere quella che interagisce con i clienti mostrando orgogliosa “ll proprio studio” e promuovendone immagine e progetti? Alla fine della prima visita di un nuovo cliente una delle mie assistenti gli presenta lo studio: lo accompagna a vedere le nostre strutture, la linea di sterilità, la sala raggi, le sale operatoria. Spiega la nostra politica sulla prevenzione delle malattie oro-dentali, mostra la registrazione di tutti i test per le autoclavi, spiega il protocollo anti legionella ecc. Perché le risorse umane sono le risorse più preziose in qualunque azienda e la loro valorizzazione, il loro incoraggiamento, il loro continuo aggiornamento sono l’impegno più importante e più costante dell’azienda.

E’ chiaro, dottor Bondi e ANDI, che parliamo due lingue diverse. E’ per questo che ho fondato SIOD (Sindacato Italiano di Odontoiatria Democratica) per non dover più sentir dire: “qualcuno sostiene che questa nuova categoria si organizzerà sindacalmente…” Noi con il sindacato delle ASO (SIASO) collaboriamo tutti i giorni perché loro non sono i nostri avversari, sono i nostri più preziosi collaboratori.

Giulio C. Leghissa

 

LA RISPOSTA DELLA ASO

È del 20 Giugno 2018 una news del nuovo sindacale Andi, il dott. Corrado Bondi, nella quale riferisce di lamentele e preoccupazioni che altri dentisti fanno e che lui condivide pienamente: “Faccio miei questi malumori…..”

“non so se è il caso di dire che la nostra categoria si è trovata tra capo e collo la gestione del profilo delle ASO”, così inizia.

Dottor Bondi, la Vostra categoria non si è affatto trovata tra capo e collo la gestione del profilo delle ASO. Andi ha partecipato a tutti i tavoli tecnici, per anni, per la definizione del profilo e del percorso di studi, al Ministero della Salute, insieme ad AIO e alla CAO, quindi perché “tra capo e collo”?

“molti colleghi si lamentano per non potere scegliere liberamente chi assumere”.

E questo è proprio ciò che si prefigge il legislatore: che a fare un lavoro che richiede conoscenze specifiche e preparazione, ci siano persone che abbiano conoscenze specifiche e preparazione. Forse è bene ricordare che queste persone devono lavorare a contatto con i cittadini e DEVONO essere in grado di gestire la linea di sterilità, di assistere l’odontoiatra, ecc. E poi, perché, dottor Bondi i Suoi colleghi non possono scegliere liberamente chi assumere? Il profilo consente di scegliere chi assumere per i successivi 24 mesi dall’entrata in vigore del DPCM (06/04/2018). La persona assunta può essere sprovvista di titolo. Il nuovo datore di lavoro dovrà però “provvedere” alla formazione. E provvedere alla formazione non insegnando le quattro cose che servono in quel momento all’odontoiatra ma frequentando un corso di studi uniforme sul territorio nazionale che dia una adeguata base culturale.

La news continua:

“penso a familiari piuttosto che conoscenti”.

Leggendo queste considerazioni si pensa al bottegaio che risuola la scarpa, non ad un medico che dovrebbe promuovere la formazione degli ASO, essendo questa condizione imprescindibile per un servizio di qualità erogata al cittadino-paziente.

“altri ancora sono preoccupati del fatto che dovranno rinunciare alla collaborazione di uno o più dipendenti…..”.

Perché? Il profilo professionale dell’ASO ed il relativo percorso di studi garantiscono una migliore collaborazione all’odontoiatra, e dovrebbero essere vissuti come una opportunità per migliorare il proprio lavoro, facendo formare il proprio lavoratore-dipendente, anche pagandogli il corso.

Il dottor Bondi continua ad esplicitare le proprie preoccupazione e, alla fine, emerge il capolavoro:

“infine qualcuno sostiene che questa nuova categoria si organizzerà sindacalmente e porrà in essere vertenze di carattere economico e col tempo avanzerà richieste di emancipazione”.

Bene dottor Bondi, questa affermazione è davvero vergognosa. La categoria ASO ha un suo sindacato dal 2007 che si chiama SIASO Confsal. Qualcuno Le dovrebbe ricordare che quando, molti anni fa, il SIASO Confsal ha voluto incontrare Andi, lo ha fatto perché voleva aprire un dialogo costruttivo e si è visto sbattere la porta in faccia.

Qualcuno dovrebbe informare il dott. Bondi che la schiavitù è finita molto, molto tempo fa. E il lavoro in miniera è stato regolamentato da decenni e che, in Italia, anche le donne possono votare.

Il dott. Bondi in sole 12 righe ha riassunto una intera visione del passato, regalandoci un brivido di raccapriccio, pensando che, una volta, era realmente così. Guardate che, nel frattempo, c’è stata la rivoluzione francese!

* Giulio C. Leghissa
(Segretario generale SIOD – Sindacato italiano di Odontoiatria Democratica)
* Fulvia Magenga
(Segretario generale SIASO Confsal)

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