Editoriali

Anno nuovo, ANDI vecchia

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Nel DPCM firmato dal Presidente Gentiloni il 09/02/2018, si legge:

ConsideratiLa rilevanza dell’odontoiatria per le ricadute che essa ha sulla qualità della vita e sulla salute della popolazione, e il conseguente obbligo delle istituzioni di garantire ai cittadini che necessitano di cure odontoiatriche, standard professionali e prestazioni di livello adeguato;

la qualità delle prestazioni sanitarie intimamente connessa alla preparazione dei professionisti e di coloro che a vario titolo li supportano, indispensabile per tutti gli operatori impegnati nel delicato settore dell’odontoiatria, …. È individuato l’operatore di interesse sanitario…. Denominato assistente di studio odontoiatrico (ASO)”

Questo è il motivo per il quale il legislatore, sulla spinta di anni di incitamento, articoli sulla stampa di settore, lotte e iniziative di divulgazione, ha promulgato l’accordo Stato Regioni Rep. Atti n. 209/CSR del 23 novembre 2017 sul profilo, la qualifica e il piano di studi delle ASO. Questo è il cuore del problema: con la pubblicazione e sulla Gazzetta Ufficiale de 06/04/2018 le Regioni italiane, le province a autonome, il governo della Repubblica, riconoscono di pubblico interesse il fatto che le persone che lavorano in una struttura odontoiatrica in qualità di assistenti dell’odontoiatra e devono:

  • Occuparsi e garantire disinfezione e sterilizzazione dello strumentario,
  • Accogliere il paziente e preoccuparsi della sua accettazione e del programma di appuntamenti,
  • Seguire la parte amministrativa facendo le fatture (ricevute sanitarie),
  • Garantire adeguata assistenza all’odontoiatra durante le terapie,
  • Assisterlo in caso di emergenza cardio-respiratoria,
  • Dimettere il paziente seguendolo e accertandosi che vi sia un programma preciso.

Necessitino di una adeguata preparazione regolarmente certificata su tutto il territorio nazionale.

E a questo punto la dirigenza dell’ANDI, estraendo un coniglio dal cappello, dice: abbiamo una nuova figura professionale: il CSO.

Che cos’é? E’ il Collaboratore di Settore Odontoiatrico che “sotto la responsabilità e le direttive dell’odontoiatra svolge funzioni di supporto alle sue attività tipiche e caratteristiche”. E con questo si dice esattamente la stessa cosa che dice l’Accordo stato regioni precedentemente citato che recita “l’assistente di studio odontoiatrico opera in regime di dipendenza e svolge la propria attività in collaborazione con l’equipe odontoiatrica, secondo linee organizzativo-operative definite, attenendosi alle disposizioni dei professionisti sanitari. (art. 4 contesto relazionale).

E allora qual è la differenza? E’ chiaro che al di là dell’agghiacciante rumore di unghie rotte nell’arrampicarsi sui vetri, i dirigenti ANDI stanno proponendo una figura alternativa che farà esattamente le stesse cose.

Ma perché questa macchinazione?

Dice il dott. Bondi che è il segretario sindacale ANDI Nazionale: “per risolvere le rigidità introdotte nel mercato del lavoro dal DPCM del 09/02/2018 sul riconoscimento dell’Assistente di Studio Odontoiatrico….l’odontoiatra potrà attingere ad un mercato del lavoro più flessibile e meno ingessato….”. Con la stessa logica di fronte alla drammatica carenza di anestesisti nei nostri ospedali, i datori di lavoro (direzioni sanitarie) dovrebbero assumere, fantini, ciabattini, lavapiatti per avere maggiore disponibilità dal mercato del lavoro.

Ma è proprio questo ciò che il legislatore in modo serio, pacato, ragionato e condiviso da tutte le componenti civili voleva evitare: che persone non qualificate, non preparate, non competenti potessero esercitare ruoli decisivi per la salute pubblica all’interno degli studi odontoiatrici!

Dunque qui il problema non è quello dell’interesse di qualche dentista che non vuole spendere per la formazione del personale che con lui collabora, ma è quello della qualità del servizio che le strutture sanitarie erogano ai cittadini italiani. Ma davvero non lo capite o siete coscientemente disposti a sacrificare l’interesse di milioni di italiani agli interessi di qualche migliaio di professionisti?

Una volta tirato fuori il coniglio dal cappello non si sa più come fare a farlo stare fermo e il coniglio saltella tra le parole del dott. Bondi , facendogli dire cose che sarebbe meglio non dire e non udire “non sono richieste caratteristiche e qualifiche particolari. La commissione sindacali (ndr) ANDI si occuperà di definire insieme ad EBIPRO e le parti sindacali i percorsi formativi idonei per poter disporre di un collaboratore qualificato, valorizzando gli strumenti di formazione che ANDI saprà mettere a disposizione dei propri iscritti.

Dunque questa persona senza qualifica verrà, (come, dove, quando e in che modo) preparata da ANDI. Ma ANDI è un’associazione sindacale: come pensano di sostituirsi agli organi di formazione legislativamente riconosciuti ed accreditati? E come se il sindacato dei metalmeccanici (FIOM) affidasse l’erogazione dei corsi per la sicurezza in azienda alla Confindustria. Proprio per questo il legislatore ha indicato degli organi formatori sul territorio nazionale in grado di erogare la formazione certificata sottraendo così la preparazione di lavoratori che rivestono un ruolo importante per la salute pubblica da interessi privati o di parte.

E ci si domanda: ma come hanno fatto i rappresentanti di settore dei sindacati dei lavoratori (Filcams, Fisascat e Uiltucs) a firmare un accordo per un nuovo lavoratore che va contro alle palesi indicazioni del legislatore? e proprio questi sindacati che hanno firmato contribuendo a questa vergogna, dovrebbero domandarsi da che parte stare: dalla parte dei cittadini italiani o da quella di qualche dentista che ogni volta che viene introdotta una normativa che li riguarda cercano una via di fuga per non applicarla andando contro proprio alla salute dei cittadini?

È successo con la figura dell’Igienista Dentale, con l’introduzione obbligatoria dell’ECM, con la nomina del medico competente, con l’introduzione della normativa europea per i separatori di amalgama, ma mai, proprio mai, essere alla altezza dei tempi che cambiano?

 

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