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Dove un impianto fallisce, può sopravviverne un altro?

Leggiamo sul J. Clin. Of Period. di uno studio che esamina pazienti in terapia di mantenimento parodontale e le condizioni di questi ultimi sul lungo termine: nello specifico tra i 2 e i 28 anni dopo l’inizio del trattamento. Inoltre sono stati analizzati determinati aspetti e ribaditi alcuni concetti cardine quali:

  • tasche residue, età, sesso femminile, fumo e diabete rimangono aspetti importanti nella prognosi dei molari
  • l’età di inizio delle terapie (baseline) non è significativa per il mantenimento a lungo termine dei tessuti perimplantari
  • l’indice di massa corporea (BMI) normale o elevato sembra essere associato a una prognosi peggiore e a un maggior numero di tasche residue
  • l’impiego di antibiotici, da tempo dibattuto in letteratura, non sembra incidere o aumentare il successo della terapia parodontale, risultando dunque essere un over treatment
  • Più frequenti sono le visite di richiamo e maggior tempo viene dedicato alla seduta di igiene maggiore è il grado di riduzione delle tasche residue e dunque di stabilizzazione della malattia

    Gli autori concludono che “un trattamento parodontale globale migliora le condizioni del parodonto sia a medio che a lungo termine (2-28 anni)”.

Oh SL, Shiau HJ, Reynolds MA. Survival of dental implants at sites after implant failure: A systematic review.
J Prosthet Dent. 2020 Jan;123(1):54-60. doi: 10.1016/j.prosdent.2018.11.007. Epub 2019 Apr 23. PubMed PMID: 31027959