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La parodontite influenza la vita di tutti i giorni?

Questo interessante studio fornisce una prospettiva su quello che è l’impatto psicologico e sociale su una persona affetta da parodontite. Sono stati intervistati, prima e dopo la terapia non chirurgica, 14 soggetti adulti affetti da parodontite ed è stata raccolta in un colloquio informale la loro impressione sulla loro convivenza con la malattia, sul trattamento ricevuto e sugli esiti del trattamento.
L’impatto psicologico di questa malattia sulle persone, seppur limitatamente al lavoro che riportiamo, sembra essere estremamente vasto.
I soggetti parlano di volontà di “nascondere e nascondersi”. In particolare, nascondere i segni della malattia, come l’alitosi (per alcuni, sfociata in disturbo paranoide), la mobilità dentale, i diastemi, la retrazione gengivale.
Altri soggetti parlano di un “senso di colpa” per non essersi curati precedentemente o per aver più o meno con volontà evitato le cure.
Riportiamo alcune testimonianze significative tratte dalle varie interviste, che dovrebbero farci riflettere:


Circa lo Stigma della malattia:
“Vorrei avere un bel sorriso, e forse denti più bianchi, e vorrei essere orgoglioso di sorridere, siccome adesso evito di sorridere o di aprire la bocca”


Circa la preoccupazione per i sintomi della malattia:
“Lavorare in un negozio è stato difficile in questi anni: so di avere spazi tra i denti, e che il loro colore è tremendo. Ripenso con tristezza al matrimonio di mio figlio dell’anno scorso, dove tutti sorridevano, a parte me.”


E sulla rinascita fisica e psicologica dopo il trattamento:
“Mi ricordo che la mia compagna la mattina diceva – Non baciarmi, non avvicinarti proprio a me! – E invece ora so di poterle dire: – tranquilla, va tutto bene – perché so di non avere un alito cattivo. Ho sempre saputo di averlo, ma ora so con altrettanta sicurezza di non averlo più”


Queste poche righe fanno capire quanto sia rilevante l’impatto della malattia nella vita delle persone e sulla loro autostima. Parte dello studio si incentra anche sulla relazione tra paziente e dentista; molti soggetti intervistati hanno apprezzato un approccio da parte del curante che fosse empatico e scevro da giudizi nei loro confronti, oltre a spiegazioni esaustive e comprensive di tutti i passaggi della terapia. Ad ogni modo, una buona
comunicazione è sempre stata ben apprezzata dai soggetti di questo studio.
Parodontite e gengivite sono patologie che gli odontoiatri si trovano spesso a diagnosticare e a curare, in team con gli igienisti e tutta la squadra odontoiatrica. Ricordiamo sempre che è il paziente che deve essere il centro del lavoro della squadra.
Quindi, un approccio personalizzato per il paziente, e che sia volto a migliorare la comunicazione e l’empatia nei suoi confronti, è sicuramente da consigliare.

Tratto da: Psychosocial aspects of periodontal disease diagnosis and treatment: A qualitative study Poppy E. Horne Lyndie A. Foster Page Jonathan W. Leichter Ellie T. Knight W. Murray Thomson, Journal of Clinical
Periodontol 2020;47;941-951