Editoriali

Non vedo… non sento… ma parlo!

All’ Expodental di Rimini due associazioni culturali (come, dove, quando??) degli ASO (IDEA e AIASO), hanno scoperto l’acqua calda e l’hanno presentata come se fosse la scoperta del secolo: così come è concepito il DPCM siglato il 09/02/2018 non consente quasi a nessuno di recuperare i 36 mesi lavorati negli ultimi 5 anni per avere il riconoscimento di ASO. 

Perché? Perchè nel DPCM c’è scritto: “coloro che hanno o che hanno avuto inquadramento contrattuale di Assistenti alla poltrona…” Questa frase contiene un errore di terminologia e una formulazione assolutamente fuorviante.• L’errore di terminologia è “inquadramento contrattuale”.  L’inquadramento contrattuale è previsto dalla legge solo come: operaio, impiegato, dirigente, quadro.• La formulazione fuorviante è: “assistenti alla poltrona”. Perché è fuorviante? Perché negli anni passati  in pochi hanno avuto questa definizione nel contratto di assunzione. Su questa definizione si è scatenata la fantasia dei dentisti e dei consulenti del lavoro: da addetto alla segreteria ad addetto al turismo ad assistente alla regia, assistente sanitario, igienista dentale.

Questa situazione è stata determinata dalla concertazione unitaria di ANDI, AIO, CAO, al tavolo del Ministero quando per anni hanno discusso del profilo delle ASO. Naturalmente, se a quel tavolo avessero potuto partecipare i rappresentanti sindacali dei lavoratori (SIASO), le cose sarebbero andate in modo diverso, ma i rappresentanti dei datori di lavoro si sono ben guardati di condividere i lavori, nonostante le richieste ufficialmente avanzate dal SIASO.

Ad Expodental si sveglia anche il dottor Iandolo, presidente nazionale CAO che garantisce l’interessamento per trovare una soluzione: “Negli anni abbiamo assistito ad assunzioni di Assistenti con qualifiche alquanto fantasiose, noi ci dobbiamo impegnare per far si che chi ha fatto realmente l’assistente alla poltrona gli venga riconosciuto, al di la della qualifica con cui era stata assunta”, ha detto Iandolo ricordando come “la Norma ad oggi non prevede questa possibilità. Lo trovo ingiusto e quando una legge è sbagliata non dobbiamo aver paura di dirlo e cercare di porvi rimedio”.

Interessante questo intervento per cambiare una legge sbagliata che la stessa CAO ha contribuito a scrivere. Ed è interessante l’impegno a lavorare per cambiare questa legge quando è assolutamente evidente che il problema non è cambiare il testo di legge (obiettivo quasi impossibile da raggiungere se non in tempi biblici) ma è lavorare sulla fase di recepimento del DPCM da parte delle regioni così come d’altra parte è esattamente scritto sul testo del DPCM: per l’attuazione…si demanda ai decreti attuativi delle regioni…

Sarebbe inoltre interessante capire perché nessuno ha controllato, per anni, il fatto che negli studi dentistici abbiano lavorato assistenti con qualifiche “fantasiose” sfuggendo alla reale occupazione.

Il sindacato degli assistenti (SIASO) ha lavorato ai tavoli tecnici della formazione e del welfare della Regione Lombardia ed ha ottenuto che a pagina 5 del BURL Serie Ordinaria n. 48 – Giovedì 29 novembre 2018 si recitasse: “Per quanto riguarda i percorsi integrativi di riqualificazione di cui al successivo punto 7, il periodo di attività lavorativa qualificata e l’inquadramento contrattuale di assistente alla poltrona devono essere giustificati attraverso la presentazione all’ente accreditato di documentazione idonea ad attestare l’attività lavorativa svolta, la durata (attraverso visura INPS), la tipologia e l’inquadramento contrattuale, la qualifica, le mansioni e/o le prestazioni svolte, (attraverso ad esempio dichiarazioni dei redditi con riferimento ai quadri del modello della dichiarazione utili a comprovare la natura del reddito, cedolini e/o contratto di lavoro e/o del modello LAV).”

Ma non è tutto: in data 22 marzo 2019 la Provincia Autonoma di Trento approva le Disposizioni Attuative per la formazione dell’ASO.Nel documento c’è una parte molto interessante: “…è stato istituito… un tavolo di lavoro con …. La Commissione Provinciale Albo Odontoiatri, ANDI, AIO, e AIASO con il compito di definire congiuntamente le modalità applicative del predetto DPCM nella Provincia Autonoma di Trento. 

Sulla base del lavoro svolto dal predetto tavolo si propone di approvare le Disposizioni attuative per la formazione dell’Assistente di Studio Odontoiatrico…                                                                                                                                                  Detto tavolo di lavoro ha inoltre concordato che per quanto riguarda gli operatori che con il 21 aprile 2018… risultavano in costanza di lavoro con inquadramento contrattuale di Assistente alla poltrona non in possesso dei 36 mesi di attività lavorativa …gli stessi sono tenuti a conseguire l’attestato…”

Allora? AIASO va a Rimini all’Expodental a fare la bella faccia davanti alla platea delle ASO in compagnia del rappresentante CAO che dice che la Legge è sbagliata, ma il bello è che sono di ritorno dalla Provincia Autonoma di Trento ed hanno approvato la stessa dizione che a Rimini si dichiara erronea e che si dice di voler modificare.

Come mai il SIASO va in Regione Lombardia, e trova la soluzione del problema, battendosi per trovare rispetto per nuova figura professionale, per aiutare le lavoratrici e i lavoratori a trovare il modo di riqualificarsi ed è attivo nel dare supporto e aiuto alle lavoratrici e ai lavoratori del settore e altri vanno in giro a dire che c’è un problema che però in altre sedi istituzionali approvano? 

Ma c’è di più, e di peggio:

Sempre in quella delibera che riguarda la Provincia Autonoma di Trento, approvata da AIASO e CAO (Bollettino Ufficiale del 28-03-2019) c’è scritto: “Qualora lo studente al corso per ASO è al contempo dipendente in un ambulatorio/struttura odontoiatrica, il tirocinio deve essere svolto al di fuori dell’orario di servizio e in una realtà diversa rispetto a quella di servizio…

Ma sapete che cosa vuol dire? Vuol dire che chi lavora e vuole qualificarsi, perché vuole fare questa professione per i prossimi anni, deve organizzare l’orario di lavoro in modo tale da riuscire a svolgere le 400 ore di tirocinio in strutture autorizzate, in un orario diverso da quello operato negli studi dove lavorano. E quando fanno il tirocinio? Di notte?  

Di fatto si devono licenziare perché il tirocinio e il corso devono essere conclusi entro l’anno. Sarebbe bastato leggere quello che ha previsto la Regione Lombardia per i lavoratori (fase transitoria).

Evidentemente AIASO e CAO non guardano questi “particolari”. Invece, quando si va ai tavoli tecnici, si deve lavorare davvero. Bisogna presentarsi con le idee chiare, capire la cornice istituzionale in cui ci si muove.  Bisogna essere consapevoli che si rappresenta lavoratori e lavoratrici che devono fare un passaggio epocale per la categoria, che è necessario trovare punti di incontro a favore di tutto il comparto. Che fare il tirocinio fuori dallo studio in cui ci si forma, è un danno per il lavoratore e lo è anche per il datore di lavoro. Si deve sapere che affidare il tutoraggio per le competenze 1, 2 e 4 ad un ASO (ex art. 11 DPCM) significa rispettare il DPCM e la dignità professionale della nuova figura professionale. 

Il SIASO è soddisfatto dell’identificazione delle competenze che il DPCM ha fatto nell’inquadrare il ruolo professionale dell’ASO. IlSIASO sa chi è l’ASO e sa cosa fa un ASO. Conosce i limiti e le competenze dell’ASO. SIASO sa come funzionano gli inquadramenti contrattuali e quali sono i diritti ed i doveri dei lavoratori e delle lavoratrici che tutela.  Forse per questo il SIASO non viene invitato ai tavoli regionali, perché è un interlocutore scomodo.

La Provincia Autonoma di Trento ha invitato interlocutori sbagliati, al tavolo regionale. Se Trento voleva i rappresentanti dei sindacati datoriali, a quel tavolo, poi doveva invitare anche i rappresentanti del sindacato dei lavoratori, cioè il SIASO. La CAO  “è il mondo dei dentisti italiani, e per quanto importante, non c’entra nulla con i sindacati. La CAO, infatti, si riconosce istituzionalmente nelle Commissioni Albo Odontoiatri inserite all’interno degli Ordini provinciali,” 

(https://portale.fnomceo.it/meeting-nazionale-degli-odontoiatri-4-6-dicembre-prevenzione-professione-e-sfide-della-crisi/).

Agli ASO determinati a proseguire questa professione e che ancora hanno qualche dubbio sul loro futuro, chiediamo di:1. Scaricare dal web il bollettino ufficiale della regione di appartenenza digitando “Bollettino regionale ASO”2. Leggere quali sono  i documenti che la regione di appartenenza richiede al fine di comprovare un  inquadramento contrattuale con mansione di assistente alla poltrona3. Se ci sono casi particolari, il SIASO consiglia di rivolgersi direttamente alla regione di appartenenza (uffici lavoro/welfare)4. Il SIASO Confsal mette a disposizione la mail inforecepimenti@siaso.it per eventuali ulteriori informazioni in merito al DPCM.

Inoltre, se volete essere sempre informati sul vostro lavoro, iscrivetevi al sindacato (https://test.siaso.it/unisciti-al-mondo-siaso.html ) 

SIASO non molla. Continuerà a difendere il ruolo professionale dell’ASO. Ci sono voluti 30 anni per arrivare al riconoscimento professionale. Per noi di SIASO il riconoscimento è solo l’inizio di un cammino di professionalità e rispetto. 

Fulvia Magenga Segretario generale SIASO – consigliere nazionale CONFSAL

Il Direttivo Nazionale SIASO Confsal