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Pressione alta nei pazienti odontoiatrici: ha senso preoccuparsi? Ecco una strada

Si può lavorare su un paziente iperteso?
Un articolo su JADA giunge a una conclusione semplice.
Raramente è necessario cancellare un appuntamento di un paziente iperteso, se è già seguito da uno specialista.
Stando ai dati riportati dall’articolo, accade infatti molto spesso che ci si
trovi a lavorare su pazienti ipertesi: infatti la prevalenza di tale patologia nella popolazione adulta statunitense è del 45.6%!
Non esistendo regole definite per chiarire quando si può lavorare in sicurezza su un paziente iperteso in ambiente odontoiatrico, gli autori indicano una potenziale strada da seguire, in caso di dubbio, ispirandosi a loro volta a linee guida anestesiologiche (https://www.ahajournals.org/doi/full/10.1161/cir.0000000000000105#):

• Se la pressione misurata prima dell’intervento è minore di 180/110,
non c’è angina pectoris o segni o sintomi di insufficienza cardiaca, e non è necessario rinviare la procedura
• Se la pressione misurata è invece maggiore di 180/110 ci si può orientare ponendo le seguenti domande


Domande categoria A
Il/la paziente assume farmaci antipertensivi? Li ha assunti in questa
giornata?
Il/la paziente è seguito da uno specialista e se si, è stato visto/a negli ultimi 6 mesi?
Il/la paziente appare in ansia, riconosce la terapia come ansiogena o ha
un battito maggiore di 100 battiti al minuto?

Domande categoria B
Il/la paziente ha preso trasporti pubblici, ha guidato o camminato per venire in studio?
Il/la paziente gestisce autonomamente la propria casa o appartamento?
Il/la paziente afferma di poter salire una rampa di scale?

Gli autori indicano di non rinviare la procedura se c’è almeno una risposta affermativa a una delle domande del gruppo A e del gruppo B.
Se non fosse così, si consiglia di consultarsi con il medico curante del paziente e discutere dell’effettivo bilancio costo/beneficio della procedura.
Gli autori concludono ricordando che tutti i pazienti con pressione maggiore di 180/110 dovrebbero essere sempre seguiti da uno specialista, al quale eventualmente potersi riferire.