Editoriali

Bravo Fiorile! Un intervento all’altezza dei tempi e fuori dagli schemi

Fausto-Fiorile-nuovo-presidente-Aio-Odontonetwork-GenovaA Bologna, in occasione del 22° Congresso Nazionale di COI-AIOG, si è tenuta una tavola rotonda sulla situazione dell’odontoiatria. Abbiamo ascoltato tante lamentele, tanti “dobbiamo difendere…”, tanti “la dignità della professione…” ecc. Poi, improvvisamente, una voce fuori dal piagnisteo, quella di Fausto Fiorile, Presidente AIO (foto), che ha guardato intorno a se e, meraviglia, si è reso conto che l’odontoiatria fa parte del mondo, del paese Italia con i suoi problemi e le sue speranze, con la vergogna della corruzione e la piaga del clientelismo ecc. “Oggi il sindacato non può più essere un mero protettore di interessi. Oggi una professione e un professionista come l’odontoiatra sono inseriti in un contesto Paese e il ruolo del sindacato rimane fondamentale per mediare con tutto il contesto. Oggi il tema della concertazione riguarda tutte le attività: un tempo si operava a compartimenti stagni a livello di categoria, oggi se vogliamo superare determinate criticità dobbiamo metterci a lavorare in modo diverso. E anche i sindacati devono porsi come priorità i pazienti indipendentemente dalla professione e dai professionisti di cui tutelano gli interessi. Oggi non è possibile trovare delle soluzioni e risposte alle criticità nel contesto esclusivamente professionale. Oggi dobbiamo necessariamente a livello metodologico uscire dal nostro contesto per comprendere o provare a comprendere quali sono determinate dinamiche mettendoci nei panni dell’altro dove l’altro è innanzitutto il paziente e, paradossalmente, seppure comporti un grande sforzo, in secondo luogo il decisore politico…. Il Ministero della Salute spende 115 miliardi di euro all’anno ma ha difficoltà a trovarne 2mila per un progetto o una campagna di prevenzione ma questo ce lo spiegherà, forse, il prossimo Ministro. Al di là delle boutade elettorali che denotano una volta di più la scarsa conoscenza delle criticità del settore,
anche odontoiatrico, noi dobbiamo essere presenti per provare a lavorare insieme. Noi siamo i referenti che possono avere il know how di conoscenze di quelle che sono le problematiche maggiore di tutti gli altri. Il nostro impegno deve essere proprio questo. Una delle cose che certamente chiederemo al prossimo ministro della salute è un progetto certamente sostenibile anche da un punto di vista economico per far sì che pubblico e privato lavorino veramente insieme: un piano organico di prevenzione della
salute orale a livello nazionale. A livello economico sappiamo che la prevenzione primaria in ambito odontoiatrico come dimostra il caso del welfare odontoiatrico della mia regione, il Trentino: 13,5 milioni di euro per una popolazione di 500.000 abitanti è grosso modo circa 60 volte quello che, per esempio, investe la regione Lazio per l’odontoiatria. L’accesso della popolazione bisognosa rimane comunque minimale rispetto al contesto territoriale perché comunque è solo il 7% delle cure che vengono erogate attraverso questo investimento peraltro importante. Abbiamo per la verità con grande fatica come Ordine avanzato un progetto di prevenzione che è in fase di
start up: non vi dico la fatica anche semplicemente di far condividere un progetto unico tra tutti i soggetti chiamati a concertare una soluzione: tutti pensano di avere sempre la
risposta migliore in tasca senza tenere conto degli altri. Rispetto al piano di prevenzione nazionale è ovvio che serve una visione con un orizzonte temporale di almeno 5-10 anni, cosa di cui la politica molto spesso non tiene conto”.

Certo è un intervento succinto, come era d’obbligo dato il tempo disponibile ma, per la prima volta, vengono affermati alcuni elementi essenziali:
1) Smettiamo di lamentarci e guardiamoci intorno. Non si affronta nessun problema se non si capisce che viviamo in un paese nel quale, al di là delle chiacchiere sull’eccellenza, l’odontoiatria abbandona più del 65% dei cittadini alla completa ignoranza e impossibilità di accedere alle cure.
2) Cosa ci stanno a fare i sindacati odontoiatrici se non si fanno portatori di una seria politica preventodontica da lanciare nel paese? E parliamo di una seria politica concordata con il governo del paese, non di isolate iniziative sporadiche che non hanno NESSUN effetto sui grandi numeri.
3) La realizzazione di un serio programma di prevenzione è la sola strada percorribile per migliorare le condizioni di salute orale di decine di milioni di italiani. Tutto questo NON può essere realizzato senza una collaborazione pubblico-privato da concordare a livello governativo.

Tutte cose che non si erano mai sentite da un presidente dei sindacati degli odontoiatri. Bravo dottor Fiorile!

* Giulio C. Leghissa – Segretario Nazionale SIOD (Sindacato italiana odontoiatria democratica)

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